giovedì 28 febbraio 2008

...pensandomici

12-02-08


Il cerchio si è spezzato? Cosa accade se continui a sentirti in colpa e allo stesso tempo non fai nulla per rimediare ai tuoi errori?

“Vuoto assoluto qui attorno a me”. E’ vero? O è solo un espediente questo sentirsi in colpa.

Questo non andare, questo restare fermi a guardare, perché guardare? Voglio muovermi, voglio potermi sentire leggera, voglio poter fare le cose e non sentirmi in colpa di niente e per nessuno. Essere libera di manifestare quello che sono senza pudore, senza false maschere. Vorrei poter urlare con la certezza che qualcuno mi stia sentendo, con la certezza che qualcuno mi accolga a braccia aperte e mi stringa come non mai. Non voglio continuare a punirmi per quello che non sono riuscita a fare e per quello che non sarò. E invece resterò qui, su questo libro a logorarmi tutta sera solo perché ritengo sia la punizione più giusta e pertinente per me. Voglio poterti dire ti amo e guardarti negli occhi con l’innocenza di una bambina che non desidera altro che il suo gioco. Vorrei poter essere migliore per me stessa, vorrei potermi sentire bella e utile, vorrei poter andare a letto la sera alleggerita di ogni peso e con il sorriso. Vorrei non smettere mai di scrivere e colpire chi mi legge. Vorrei essere speciale per qualcuno ma soprattutto per me stessa. Vorrei poter continuare all’infinito e vorrei saper ringraziare nel modo giusto, vorrei potermi emozionare come quel famoso giorno, vorrei poter raggiungere quegli obbiettivi, vorrei poter avere le palle di mandare a fare in culo la gente e vorrei poter continuamente avere da fare. Vorrei potermi sentire piena di vita come mi sento da sempre ma facendo qualcosa. Vorrei poter utilizzare a pieno il mio tempo, vorrei poter saper perdere tempo nel modo giusto, vorrei continuare all’infinito a sentirmi diversa come mi sento ora. Vorrei poter urlare alla gente che io sono diversa e sentirmi apprezzata per quello che sono. Vorrei poter riuscire ad apparire esattamente come mi sento dentro. Vorrei poter fare del mio passato uno scrigno prezioso e conservarlo nel mio cuore sempre. Vorrei poterti urlare addosso e farti piangere, vorrei poter far crollare la corazza che ti copre e spogliarti delle certezze che ti sei costruito. Vorrei denudare il tuo corpo da ogni cosa.

Vorrei poter tracciare continuamente linee imperfette e dire un giorno col sorriso: avevo ragione. Vorrei poter essere io, così sempre. Vorrei continuare a gioire delle piccole cose e sentirmi felice per questo. Vorrei poter dire di no quando necessario a costo di restare ferma e sola fuori ma in movimento dentro. Vorrei poter abbracciare di più chi mi sta intorno e vorrei essere in grado di resistere al freddo di fuori per poter sentirmi calda dentro. Vorrei poter amare sempre come amo ora. Vorrei poter essere sempre così intensa e anche di più. Vorrei non smettere di arrossire e vorrei quindi poter non vergognarmi come invece faccio ora. Vorrei non sentirmi in colpa per come allaccio le stringhe a ventidue anni. Vorrei poter dare loro quello che veramente di buono si meritano. Vorrei non aver paura di conoscere, mai e vorrei potermi emozionare a guardare un tram che passa all’imbrunire anche quando sarò più grande. Vorrei poter amare i miei figli come sono stata amata io nel caso in cui dovessi e volessi averne. Vorrei poter continuare a ridere anche sola e vorrei continuare a sorridere per tutto quello che la vita di buono mi offre. Vorrei non ammalarmi mai ma nel caso in cui dovesse accadere vorrei poter avere la forza di combattere e guarire. Vorrei non avere paura di quello che non conosco, dell’ignoto, delle oscurità che la vita prevede. Vorrei continuare ad emozionarmi per quello che scrivo come sta accadendo ora e vorrei sentire i brividi sotto la pelle. Vorrei poter assecondare chi non potrà capirmi e vorrei poter evitare di condannarlo per questo. Vorrei poter dire e riuscire a dire sempre quello che penso e vorrei poter fare un giorno quello che mi piace fare. Vorrei poter viaggiare e conoscere le differenze. Vorrei riuscire a innamorarmi sempre delle cose, delle persone, degli attimi. Vorrei potermi accontentare e riconoscere i miei limiti e farli miei. Vorrei poter comunicarli i miei limiti. Vorrei poter danzare sempre sul mondo e sentirmi libera di usare il mio corpo. Vorrei non vergognarmi mai di quello che sono nonostante tutto. Vorrei continuare a credere in Babbo Natale e poterlo incontrare un giorno, chissà. Vorrei per una volta non rincorrere nessuno, vorrei che qualcuno mi cercasse. Vorrei poter sempre avere il coraggio delle mie azioni e non vergognarmi di me stessa, mai. Vorrei poter sempre avere lo spazio e il tempo da dedicare a me stessa. Vorrei poter sempre avere dei luoghi protetti e una penna in tasca. Vorrei poter sempre riuscire a guardare oltre le cose, vorrei poter masticare ogni singolo attimo di questa vita. Vorrei potermi sentire sempre intuitiva e brillante, vorrei poter riuscire a isolarmi dal mondo quando ne ho voglia, quando c’è troppo rumore fuori. Vorrei incontrare persone che possano condividere almeno una volta nella maniera più giusta i miei silenzi. Vorrei potermi sentire indipendente dagli altri, vorrei poter riuscire a fare strada da sola con il solo aiuto delle mie forze, vorrei poter riuscire a scrivere il mio libro. Vorrei poter avere la costanza di volermi bene. Vorrei poter essere libera di muovermi. Vorrei continuare a imparare a non sentire le cose superflue e farmi scivolare addosso quello che non mi serve. Vorrei continuare a “non curarmi di loro ma a guardare e passare”. Vorrei non pentirmi mai, vorrei poter sempre trarre giovamento dalle esperienze anche da quelle negative. Vorrei non dispiacermi per tutti quelli che non meritano la mia fiducia, il mio tempo. Vorrei non stancarmi mai di guardare fuori. Vorrei un giorno poter essere fiera di me. Vorrei un giorno potermi ringraziare. Vorrei poter non ostentare mai nulla, vorrei mantenere sempre quel pizzico giusto di umiltà. Vorrei poter sempre avere la voglia di capovolgere le carte in gioco. Vorrei poter sempre stravolgermi e stupirmi. Vorrei che gli altri capissero il mio essere malinconica e vorrei che questo non venisse confuso con l’essere noiosi. Vorrei che mi si dicesse sempre quello che realmente si pensi di me. Vorrei (utopia) che gli altri si comportassero come io mi comporto con essi. Vorrei essere forte e preparata ai cambiamenti. Vorrei che qualcuno non si stancasse di me. Vorrei ricevere la stessa fedeltà che cerco di infondere a chi mi sta intorno, per una volta. Vorrei che il tempo passasse sì così veloce ma con la consapevolezza di averlo vissuto fino in fondo. Vorrei che mi si rispettasse per quello che sono. Vorrei non perdere mai le parole, vorrei poter sempre avere la forza di scrivere. Vorrei continuare all’infinito con questo monologo ma con la punteggiatura e non stancarmi di accettarmi realmente. Vorrei riuscire a diventare quello che non sarò mai e ad avere una vita piena di momenti costruttivi.

Vorrei potere tutto questo e farlo diventare vita reale.

La porta si apre, il sogno finisce.

lunedì 25 febbraio 2008

luce

Luce velata,

luce, che mi permetti di vedere

il necessario,

luce che copri,

luce che resti…

nebbia che copri, che sei e

lasciami guardare.

E non capisco ancora cosa manca.

L’odore,

lo sento.

Ti sento.

venerdì 22 febbraio 2008

ballad of a thin man


You walk into the room
With your pencil in your hand
You see somebody naked
And you say, "Who is that man?"
You try so hard
But you don't understand
Just what you'll say
When you get home
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
You raise up your head
And you ask, "Is this where it is?"
And somebody points to you and says
"It's his"
And you say, "What's mine?"
And somebody else says, "Where what is?"
And you say, "Oh my God
Am I here all alone?"
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
You hand in your ticket
And you go watch the geek
Who immediately walks up to you
When he hears you speak
And says, "How does it feel
To be such a freak?"
And you say, "Impossible"
As he hands you a bone

Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
You have many contacts
Among the lumberjacks
To get you facts
When someone attacks your imagination
But nobody has any respect
Anyway they already expect you
To just give a check
To tax-deductible charity organizations
You've been with the professors
And they've all liked your looks
With great lawyers you have
Discussed lepers and crooks
You've been through all of
F. Scott Fitzgerald's books
You're very well read
It's well known
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
Well, the sword swallower, he comes up to you
And then he kneels
He crosses himself
And then he clicks his high heels
And without further notice
He asks you how it feels
And he says, "Here is your throat back
Thanks for the loan"
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
Now you see this one-eyed midget
Shouting the word "NOW"
And you say, "For what reason?"
And he says, "How?"
And you say, "What does this mean?"
And he screams back, "You're a cow
Give me some milk
Or else go home"

Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
Well, you walk into the room
Like a camel and then you frown
You put your eyes in your pocket
And your nose on the ground
There ought to be a law
Against you comin' around
You should be made
To wear earphones
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones

bob dylan
citando:

“ come se bastasse non parlare delle cose per negarne l’esistenza”


frammentandomi

18-02-07

Le azioni sono create semplicemente dalla mente umana e per questa ragione sono incomprensibili agli occhi di chi guarda il mondo con il cuore e lo trasforma continuamente in “attimi attesi”. Cammino su ali dorate e su queste disegno dolci motivi di ricordo e resto a guardare il passare delle stagioni dando loro la forma che desidero.

Questo vuol dire uscire dalla prospettiva individuale, avere la possibilità di poter vedere fuori. Oggi vorrei potermi isolare dal mondo che mi conosce e stare qui, su questo libro e di tanto in tanto alzare lo sguardo per vedere la gente passare e tutto questo via vai sconosciuto.

19-02-07

Le incomprensioni fluttuano non curanti sempre;

e alienate vagano in sfere infinite continuamente.

Il silenzio parte da dentro.


mercoledì 20 febbraio 2008

Sconosciuto.
Ti rivedrò sconosciuto?
Restiamo a guardare di nuovo,
il sole...restiamo ancora chiusi in questa stanza a guardare,
a guardarci.
Sconosciuto.

domenica 17 febbraio 2008

è freddo qui

E' freddo qui, sento il gelo dentro, lo sento fino a quando non alzo lo sguardo e vengo catturata da un timido fascio di luce. Mi riscalda, lo lascio entrare. Entra.
Ciao gente, io vado... salgo su questo tram caldo e resto a guardare ancora un po', voi magari.
Voglio vedere dove mi porta questo tram. Voglio sentire il calore.
Qualcuno mi vuole spiegare, mi vuole aprire le porte della famosa "percezione"?
Le note scoppiano in un tumulto di suoni e riempiono il mio udito, il mio vuoto, tutti i sensi.
Mi aprite per favore?
Voglio entrare.
Ho freddo.

giovedì 14 febbraio 2008

itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

Kavafis

mercoledì 13 febbraio 2008

vagando

Ci sono nel corso della giornata delle micro- cose che viste da un punto di vista molto più ampio ti cambiano la visione del mondo.
E la visione che ti portano a vedere è decisamente sempre molto diversa da quello che ti aspettavi all'inizio.
Proprio perchè queste cose, prese nella loro singolarità hanno una importanza suprema e ti formano, ti fanno avere una visione della realtà che va oltre quello che apparentemente la gente vuole vedere e non ti lascia accontentare. Come se viaggiassi su aree parallele. E queste cose di cui parlo sono talmente preziose che non si lasciano spiegare a pieno, non ti danno la possibilità di trasportarle su carta, su dei tasti e a parole. E' per questo che le chiamo "cose".
Si tratta di linee invisibili ma che esistono.
La sensibilità sta nel capire e non domandare.
Non domando mai, non voglio sapere.
La gente molte volte è più impegnata a vedere quello che vuole che a capire cosa c'è dietro ad un gesto, una parola, un abito. Importa poco spiegare proprio perchè le risposte non possono avere luogo in un contesto come questo.
Non ho intenzione di spiegarmi alle persone e non sono qui per profetizzare dei concetti, voglio solo chiarificarli a me stessa e continuare ad esserne sempre più convinta.
Ci credo.

lunedì 11 febbraio 2008

Fai scivolare per un secondo lo sguardo fuori dalla finestra e una luce rosata ricopre palazzi e cielo allo steso modo, ti volti poco dopo e l’oscurità ha preso il sopravvento.

Solo qualche luce sparsa ad indicare la presenza dell’uomo. Solo qualche lampione ad indicare la strada del ritorno, di un ritorno.

the times they are a changin'

Come gather round people wherever you roam
And admit that the waters around you have grown
And accept it that soon you'll be drenched to the bone
If your time to you is worth saving
Then you'd better start swimming or you'll sink like a stone
For the times, they are a changing

Come writers and critics who prophesize with your pens
And keep your eyes open, the chance won't come again
And don't speak too soon, the wheel's still in spin
And there's no telling who that it's naming
Oh the loser will be later to win
For the times, they are a changing

Come senators, congressmen, please head the call
Don't stand in the doorway, don't block up the hall
For he that gets hurt will be her that has stalled
The battle outside ragging will soon shake your windows
And rattle your hall
For the times, they are a changing

Come mothers and fathers all over this land
And don't criticize what you can't understand
Your sons and your daughter are beyond your command
Your old role is rapidly aging
Please get out of the new one if you can't lend a hand
For the times they are a changing

The line, it is drawn, the curse, it is cast
The slow one will later be fast
And the present now will soon be the past
The order is rapidly fading
The first one now will later be last
For the times, they are a changing


Già, i tempi stanno cambiando e voglio anche io arrivare al cambiamento..sono in cantiere..succederà.
E non importa un taglio nuovo di capelli, un abito nuovo, un bicchiere di vino con le amiche, continui a chiederti dove hai sbagliato...e dopo tutto questo vai in un posto lontano e conosci persone che iniziano a farti sentire viva e tutti i pezzetti della tua anima si rimettono insieme e tutta quella confusione, per incanto svanisce.
Frammenti di un film.

dolci frammenti

14 novembre


la storia della mia vita, i viaggi, le notti, il te caldo, via pallanza, il pirellone, il divano, le foto, le cartoline, le sedie da campeggio, lo scaffale, le casse, Itaca, la vasca, il tavolo mobile, pulp fiction, igor, il caffè, la moka, la piastra, la pasta, la tazza, ernesto, il calendario, la chitarra, il teddy, le parole crociate, rolling stone magazine, le chiavi, l'orologio, le candele, la birra, il citofono, la carta igienica, il baracchino, la finestra, il tram, il treno, il casino, il novotel, la caldaia, l'odore, i post-it, l'antenna, il buco, il veneto, la puglia, la lombardia, l'11, il 7, i treni, i voli...Noi.

I want you

The guilty undertaker sighs,
The lonesome organ grinder cries,
The silver saxophones say I should refuse you.
The cracked bells and washed-out horns
Blow into my face with scorn,
But it's not that way,
I wasn't born to lose you.
I want you, I want you
I want you so bad,
Honey, I want you.

The drunken politician leaps
Upon the street where mothers weep
And the saviors who are fast asleep,
They wait for you.
And I wait for them to interrupt
Me drinkin' from my broken cup
And ask me to
Open up the gate for you.
I want you, I want you,
I want you so bad,
Honey, I want you.

Now all my fathers, they've gone down
True love they've been without it.
But all their daughters put me down
'Cause I don't think about it.

Well, I return to the Queen of Spades
And talk with my chambermaid.
She knows that I'm not afraid
To look at her.
She is good to me
And there's nothing she doesn't see.
She knows where I'd like to be
But it doesn't matter.
I want you, I want you,
I want you so bad,
Honey, I want you.

Now your dancing child with his Chinese suit,
He spoke to me, I took his flute.
No, I wasn't very cute to him,
Was I?
But I did it, though, because he lied
Because he took you for a ride
And because time was on his side
And because I . . .
I want you, I want you,
I want you so bad,
Honey, I want you.


Bob Dylan

domenica 10 febbraio 2008

attimi

E’ buio, questa luce dritta sulla mia faccia la riscalda. Mi alzo, verso il contenuto bollente nella tazza, spalanco la finestra e appoggio la tazza fumante sul davanzale.
Osservo, osservo anche quello che ho già visto e sembra tutto così distintamente diverso.
Il fumo crea delle linee irregolari nell’aria ma disegnano…vengono modellate da questa brezza leggera di febbraio e io sto a guardare.
Di nuovo.
Sorseggio, piano…le auto fluttuano continuamente, veloci e io resto.
In piedi davanti a questa finestra e guardo in alto.
E’ ancora possibile vedere il colore di un cielo sereno quasi buio e in fondo il rosa di un tramonto lontano.
Ma dove sono dirette queste auto, e il treno veloce passa non curante, lui và. I finestrini illuminati scivolano sotto i miei occhi lucidi e ancora pieni di vita.
Il fumo della tazza si è abbassato e le note di una Joplin incazzata mi fanno tornare alla realtà e ad un libro di filosofia. Chiudo distrattamente la finestra e chiudo con essa il mondo fuori.

buio

Il passaggio notturno di auto che scorrono veloci
e il treno e questo cielo e noi,
qui, come sempre noi
plasmati da una luce lenta.

Buio.


La bellezza sta
nel sublime scorrere
della mia stessa consapevolezza
di essere quello che sono,
sempre.

27 dicembre 2007

gennaio...

Fulminei momenti

illuminati dal chiarore di un attimo

complice di una luce lucida.

gennaio..

Fai scivolare per un secondo lo sguardo fuori dalla finestra e una luce rosata ricopre palazzi e il cielo allo stesso modo, ti volti poco dopo e l’oscurità ha preso il sopravvento.

Solo qualche luce sparsa ad indicare la presenza dell’uomo. Solo qualche lampione ad indicare la strada del ritorno, di un ritorno.

28 gennaio

1-Può capitare a volte di sentirsi come un peso sullo stomaco, o magari sentirsi in colpa per un qualcosa che non si è fatto... diciamo che la sensazione è questa al momento. Ho come l'esigenza di infilarmi in qualche tunnel, solo per nascondermi o sotto un tavolo, o in un angolo. Solo per vedere come ci si sente a non essere considerati, solo per vedere com'è il "mondo" senza la mia presenza..
2- Quel qualcuno che con il suo zainetto è arrivato nella mia vita magari tra un po' potrebbe non esserci più. Perchè quel qualcuno è un bimbo che quando passa ti travolge nel suo mondo, ma appunto perchè "passa" e non si ferma, ti lascia li...senza fiato, da sola in quell'angolo, in quel tunnel o sotto quel tavolo. E resti li dopo che è passato, perchè appunto io resto sempre.
Il movimento è sempre e solo fuori. La tempesta lascia i fiori spezzati a volte, ma qui non si tratta di tempesta...è una cosa meravigliosa e positiva ma che presto andrà via. E tutto quello che farò un giorno sarà alzare gli occhi verso un cielo azzurro e pulito e sorridere.
Grazie.

mercoledì 30 gennaio 2008

just like a woman

Nessuno non ha sofferenze
Stanotte mentre sto sotto la pioggia
tutti sanno
che Baby ha dei nuovi vestiti
ma di recente ho visto che i suoi nastri e i suoi fiocchi
sono caduti dai suoi riccioli
Lei parla proprio come una donna
Lei fa l'amore proprio come una donna, si, è così
e lei fa soffrire proprio come una donna
ma lei va in crisi proprio come una bimba.
La regina Mary é mia amica
Si, credo che andrò ancora a trovarla
Nessuno deve credere
che Baby non può essere benedetta
fintanto che lei non vedrà di essere come tutti gli altri
con la sua nebbia, le sue anfetamine e le sue perle
Lei parla proprio come una donna
Lei fa l'amore proprio come una donna, si, è così,
e lei fa soffrire proprio come una donna
ma lei va in crisi proprio come una bimba.
Stava piovendo dall'inizio
e stavo morendo di sete
cosi sono entrato
e la tua antica maledizione ferisce
ma quello che é peggio
è questa sofferenza
Non posso restare qui
è chiaro
che proprio non ci riesco
sì credo sia l'ora di lasciarci
quando ci incontreremo ancora
presentati come amici
per piacere non far capire che mi conoscevi quando
io ero affamato, ed era (del) tuo mondo
ah tu fingi proprio come una donna, sì
tu fai l'amore proprio come una donna, sì, è così,
poi fai soffrire proprio come una donna
ma vai in crisi come una bimba.


Chiedo scusa al signor Dylan, ma dovevo scriverla in italiano... e mi complimento per come questo signor Dylan si occupi di me.

E poi piove...e questa è la vera motivazione..riempirei questi spazi con il signor Dylan.. ma non posso.
Salve signor Dylan.

sabato 9 febbraio 2008

Non chiedo nulla io, solo poter alzare gli occhi lassù e vedere un cielo stellato,
come quello di questa sera.
Ed essere presente.

31 gennaio 2008

Teniamoci pure queste belle sensazioni in quell'angolo nascosto.
Facciamo pure finta che questa volta è come tutte le altre volte.
Calpestiamo volenterosi questo tempo e lasciamolo li...
Tanto, poi... passa. Dicono così.

venerdì 1 febbraio 2008

Piove.
la vedo, solitaria
dentro questo blocco di nebbia asciutta,
compatta.
La pioggia.
Guardo fuori ed è lì.
Quel muro.
Fitto.

11 dicembre

Futilità dell’attimo,

malinconia del momento, dell’ora , me qui.

La città, la luce, lo scorrere fluttuante di te.

Chiusa nella gabbia della solitudine

persa e lontana

dagli infiniti laghi.

Mi innamoro di te,

di nuovo.

E nuoto dentro voci tappate e lontane e

mi cullo nella foce di te.

Di nuovo, tu.

Danzo lodi felici e impercettibili e futili.

Utopia, folle utopia, folle amore,

folle vita.

Silenzio.

Lontano.

ode

succedeva venerdì 1 febbraio


E' successo...e non volevo.
Era lì, sull'angolo di quella immensa scrivania. Sull'angolo.
Cazzo, era sull'angolo, e non doveva essere lì, non in quel momento..
Era la mia Lufthansa.
Era il ricordo della mia infanzia,
era il regalo di mio padre e una svista mentre l'afferravo, distratta..l'ha fatta cadere.
E' caduta..
lì..abbandonata a se stessa bagnata ancora da gocce di caffè..
Fine.

a volte


Ogni tanto torna e diventa quasi non gestibile la situazione,

come se in realtà non fosse mai andato via.
e tutto quello che posso fare è restare a sentire il suono del silenzio.
Restando nell'ombra,
con un gracile sorriso
su questo volto giovane e mutevole.
Mutevole come me, i miei pensieri.
Il mio tempo non è ancora arrivato.
Attendo.
Resto.

domenica 3 febbraio 2008

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola.


Derek Walcott

lunedì 4 febbraio 2008

cito:

"avrei scritto volentieri ad occhi chiusi e desiderato che qualcuno accarezzasse i miei capelli sotto quelle note magiche, per poi lasciarmi andare al suono del silenzio notturno, dolce.

Le persone di solito usano stare lì, immobili ma quella volta era diverso... sentivo dei movimenti sotto la pelle, sotto i piedi... fuori. "

Michael Picasso

Iniziamo con il riproporre vecchi pensieri,
un po' alla volta...non tutti insieme... non vorrei
che si bruciassero..

"Non ci credo,dopo due anni, dopo che quel famoso nastro è andato distrutto, ho ritrovato questo pezzo.
Michael Picasso, Ian Hunter..
e che dire..?
Nulla..me la godo mentre scrivo queste righe di lode ricordando importanti momenti della mia vita e le secchiate d'acqua sul parabrezza di quella storica macchina.
E nel ricordo questa sera mi rifugio, nonostante tutto.
Vi voglio bene."

"Once upon a time
Not so long ago
People used to stand and stare
At the spider with the platinum hair
They thought you were immortal
We had our ups and downs
Like brothers often do
But I was there for him
He was always there for me
And we were there for you
How can I put into words
What my heart feels?
It’s the deepest thing
When somebody you love dies
I just wanted
To give something back to you
Gift to gift
Michael, michael picasso good night
You used to love our house
You said it was relaxing
Now I walk in the places you walk
I talk in all the spaces you talk
It still hasn’t sunk in
Are the words real
That come into my head
On a morning walk?
Do the shadows
Play tricks with my mind?
For it feels like
Nothing has changed
But I know it has
Michael, michael picasso
Good night
Heal me
Won’t you
Heal me?
Nothing lasts forever
Set me free
Heal me
Won’t you
Heal me?
I’m the one who’s left here
Heal me
You turned into a ghost
Surrounded by your pain
And the thing that I liked the least
Was sitting ’round hasker street
Lying about the future
And we all sit
In a room full of tears
On a windy day
And I looked out
But none of these words seem right
I just wanted
To give something back to you
Gift to gift
Michael, michael picasso
Good night "

giovedì 7 febbraio 2008

Tumulti di ombre
sottili albergano questo
spazio e io immobile
a guardare ogni centimetro
di questo corpo così
tremendamente mio.

riflessi

Riflessi dorati in attimi

fulminei

sfere.

Il fumo sulla pelle,

il fumo dentro.

E il sole che batte dentro.

Frammento la realtà e mi lancio nell’attesa

Resta.

Sento profumi di odori lontani

e li attendo,

voglio restare a guardare.

Guardo fuori, rami secchi dal tempo.

Assaporo il silenzio sulla punta della lingua e

mastico la fatica

e

sogno,

piango,

vivo.