mercoledì 31 dicembre 2008
martedì 30 dicembre 2008
perchè oggi andrei avanti così...
Sento il rumore delle onde nelle orecchie e il profumo del mare nel cuore.
Sento molte cose, ma di poche potrò scrivere. La scrittura con le sue linee impercettibili a volte non aiuta perché è realtà, è pratica. E non voglio mettere in attivo molti pensieri se pur mancanti nell’immaginario di una mia vita.
Chiudo gli occhi e cerco di restare in sospeso tra ciò che vorrei e ciò che riuscirò mai ad ottenere.
Il mondo inizia a cambiare il suo giro e lo sento. Sento nell’aria i cambiamenti precoci di chi non sa cosa fare.
giovedì 25 dicembre 2008
territorio disabitato
Non ho fretta di capire ma sento che sto quasi per arrivare al limite.
Mi porto via da qui per vedere cosa succede, raccolgo questo corpo per salvarne una minima integrità aggrappata a qualche senso di colpa, a qualche sbaglio risaputo…
Appoggio i miei occhi su questa carta e cerco di disegnare invano lettere concentriche ma imperfette.
Lascio in sospeso per un attimo i miei pensieri per lasciar spazio al nulla..
Lasciare e riempire varchi nel cielo più azzurro immaginato sopra grigiori piovosi[…].
Mi senti?
domenica 21 dicembre 2008
citando(mi)
nel frattempo devo fare finta.
Con il mondo fuori e con quello dentro...
La finzione, lunga e amara ma necessaria."
martedì 9 dicembre 2008
Re: ...pensandomici
Il cerchio si è spezzato? Cosa accade se continui a sentirti in colpa e allo stesso tempo non fai nulla per rimediare ai tuoi errori?
“Vuoto assoluto qui attorno a me”. E’ vero? O è solo un espediente questo sentirsi in colpa.
Questo non andare, questo restare fermi a guardare, perché guardare? Voglio muovermi, voglio potermi sentire leggera, voglio poter fare le cose e non sentirmi in colpa di niente e per nessuno. Essere libera di manifestare quello che sono senza pudore, senza false maschere. Vorrei poter urlare con la certezza che qualcuno mi stia sentendo, con la certezza che qualcuno mi accolga a braccia aperte e mi stringa come non mai. Non voglio continuare a punirmi per quello che non sono riuscita a fare e per quello che non sarò. E invece resterò qui, su questo libro a logorarmi tutta sera solo perché ritengo sia la punizione più giusta e pertinente per me. Voglio poterti dire ti amo e guardarti negli occhi con l’innocenza di una bambina che non desidera altro che il suo gioco. Vorrei poter essere migliore per me stessa, vorrei potermi sentire bella e utile, vorrei poter andare a letto la sera alleggerita di ogni peso e con il sorriso. Vorrei non smettere mai di scrivere e colpire chi mi legge. Vorrei essere speciale per qualcuno ma soprattutto per me stessa. Vorrei poter continuare all’infinito e vorrei saper ringraziare nel modo giusto, vorrei potermi emozionare come quel famoso giorno, vorrei poter raggiungere quegli obbiettivi, vorrei poter avere le palle di mandare a fare in culo la gente e vorrei poter continuamente avere da fare. Vorrei potermi sentire piena di vita come mi sento da sempre ma facendo qualcosa. Vorrei poter utilizzare a pieno il mio tempo, vorrei poter saper perdere tempo nel modo giusto, vorrei continuare all’infinito a sentirmi diversa come mi sento ora. Vorrei poter urlare alla gente che io sono diversa e sentirmi apprezzata per quello che sono. Vorrei poter riuscire ad apparire esattamente come mi sento dentro. Vorrei poter fare del mio passato uno scrigno prezioso e conservarlo nel mio cuore sempre. Vorrei poterti urlare addosso e farti piangere, vorrei poter far crollare la corazza che ti copre e spogliarti delle certezze che ti sei costruito. Vorrei denudare il tuo corpo da ogni cosa.
Vorrei poter tracciare continuamente linee imperfette e dire un giorno col sorriso: avevo ragione. Vorrei poter essere io, così sempre. Vorrei continuare a gioire delle piccole cose e sentirmi felice per questo. Vorrei poter dire di no quando necessario a costo di restare ferma e sola fuori ma in movimento dentro. Vorrei poter abbracciare di più chi mi sta intorno e vorrei essere in grado di resistere al freddo di fuori per poter sentirmi calda dentro. Vorrei poter amare sempre come amo ora. Vorrei poter essere sempre così intensa e anche di più. Vorrei non smettere di arrossire e vorrei quindi poter non vergognarmi come invece faccio ora. Vorrei non sentirmi in colpa per come allaccio le stringhe a ventidue anni. Vorrei poter dare loro quello che veramente di buono si meritano. Vorrei non aver paura di conoscere, mai e vorrei potermi emozionare a guardare un tram che passa all’imbrunire anche quando sarò più grande. Vorrei poter amare i miei figli come sono stata amata io nel caso in cui dovessi e volessi averne. Vorrei poter continuare a ridere anche sola e vorrei continuare a sorridere per tutto quello che la vita di buono mi offre. Vorrei non ammalarmi mai ma nel caso in cui dovesse accadere vorrei poter avere la forza di combattere e guarire. Vorrei non avere paura di quello che non conosco, dell’ignoto, delle oscurità che la vita prevede. Vorrei continuare ad emozionarmi per quello che scrivo come sta accadendo ora e vorrei sentire i brividi sotto la pelle. Vorrei poter assecondare chi non potrà capirmi e vorrei poter evitare di condannarlo per questo. Vorrei poter dire e riuscire a dire sempre quello che penso e vorrei poter fare un giorno quello che mi piace fare. Vorrei poter viaggiare e conoscere le differenze. Vorrei riuscire a innamorarmi sempre delle cose, delle persone, degli attimi. Vorrei potermi accontentare e riconoscere i miei limiti e farli miei. Vorrei poter comunicarli i miei limiti. Vorrei poter danzare sempre sul mondo e sentirmi libera di usare il mio corpo. Vorrei non vergognarmi mai di quello che sono nonostante tutto. Vorrei continuare a credere in Babbo Natale e poterlo incontrare un giorno, chissà. Vorrei per una volta non rincorrere nessuno, vorrei che qualcuno mi cercasse. Vorrei poter sempre avere il coraggio delle mie azioni e non vergognarmi di me stessa, mai. Vorrei poter sempre avere lo spazio e il tempo da dedicare a me stessa. Vorrei poter sempre avere dei luoghi protetti e una penna in tasca. Vorrei poter sempre riuscire a guardare oltre le cose, vorrei poter masticare ogni singolo attimo di questa vita. Vorrei potermi sentire sempre intuitiva e brillante, vorrei poter riuscire a isolarmi dal mondo quando ne ho voglia, quando c’è troppo rumore fuori. Vorrei incontrare persone che possano condividere almeno una volta nella maniera più giusta i miei silenzi. Vorrei potermi sentire indipendente dagli altri, vorrei poter riuscire a fare strada da sola con il solo aiuto delle mie forze, vorrei poter riuscire a scrivere il mio libro. Vorrei poter avere la costanza di volermi bene. Vorrei poter essere libera di muovermi. Vorrei continuare a imparare a non sentire le cose superflue e farmi scivolare addosso quello che non mi serve. Vorrei continuare a “non curarmi di loro ma a guardare e passare”. Vorrei non pentirmi mai, vorrei poter sempre trarre giovamento dalle esperienze anche da quelle negative. Vorrei non dispiacermi per tutti quelli che non meritano la mia fiducia, il mio tempo. Vorrei non stancarmi mai di guardare fuori. Vorrei un giorno poter essere fiera di me. Vorrei un giorno potermi ringraziare. Vorrei poter non ostentare mai nulla, vorrei mantenere sempre quel pizzico giusto di umiltà. Vorrei poter sempre avere la voglia di capovolgere le carte in gioco. Vorrei poter sempre stravolgermi e stupirmi. Vorrei che gli altri capissero il mio essere malinconica e vorrei che questo non venisse confuso con l’essere noiosi. Vorrei che mi si dicesse sempre quello che realmente si pensi di me. Vorrei (utopia) che gli altri si comportassero come io mi comporto con essi. Vorrei essere forte e preparata ai cambiamenti. Vorrei che qualcuno non si stancasse di me. Vorrei ricevere la stessa fedeltà che cerco di infondere a chi mi sta intorno, per una volta. Vorrei che il tempo passasse sì così veloce ma con la consapevolezza di averlo vissuto fino in fondo. Vorrei che mi si rispettasse per quello che sono. Vorrei non perdere mai le parole, vorrei poter sempre avere la forza di scrivere. Vorrei continuare all’infinito con questo monologo ma con la punteggiatura e non stancarmi di accettarmi realmente. Vorrei riuscire a diventare quello che non sarò mai e ad avere una vita piena di momenti costruttivi.
Vorrei potere tutto questo e farlo diventare vita reale.
La porta si apre, il sogno finisce.
giovedì 4 dicembre 2008
drammi vecchi e un po' nuovi
18 sett. 08
Ci sono momenti dettati da stati d’animo contrastanti e pericolosamente tenti di lanciarti in quel burrone che forse per questa volta potrà aiutarti. E quel vuoto che senti sotto il corpo lo conosci bene. Accade spesso di ritrovarmi davanti al solito vaso di Pandora.. Ho aspettato spesso quello che poi non si è verificato lasciandomi condizionare dall’attesa quando invece mi sarebbe bastato solo alzare il naso su e accontentarmi di un cielo e di un sole che molte volte ho trascurato. Ma è così che funziona, spesso siamo vittime di ciò che ci circonda e non ti accorgi di questo fino a ché non senti tremare la terra sotto ai piedi, fino a ché non vedi la verità negli occhi di qualcuno, uno sconosciuto, un passante… e ci credi, perché no?
Accendi un’altra sigaretta con fare indeciso e pensi che forse questa volta sei sulla strada giusta. Ma la verità non è fatta di congetture. Vado alla ricerca disperatamente di quello che non ho mai avuto, cerco quello che manca, il tassello. Sarà illusione o pura esigenza di doversi adoperare necessariamente per qualcosa. L’assenza di un da fare spaventa.
Ecco il dramma, il mio.
Re: Una cucina
mercoledì 3 dicembre 2008
Re: Attimi
Osservo, osservo anche quello che ho già visto e sembra tutto così distintamente diverso.
Il fumo crea delle linee irregolari nell’aria ma disegnano…vengono modellate da questa brezza leggera di febbraio e io sto a guardare.
Di nuovo.
Sorseggio, piano…le auto fluttuano continuamente, veloci e io resto.
In piedi davanti a questa finestra e guardo in alto.
E’ ancora possibile vedere il colore di un cielo sereno quasi buio e in fondo il rosa di un tramonto lontano.
Ma dove sono dirette queste auto, e il treno veloce passa non curante, lui và. I finestrini illuminati scivolano sotto i miei occhi lucidi e ancora pieni di vita.
Il fumo della tazza si è abbassato e le note di una Joplin incazzata mi fanno tornare alla realtà e ad un libro di filosofia. Chiudo distrattamente la finestra e chiudo con essa il mondo fuori.
a voi invisibili
Ho deciso di riproporre alcuni testi già presenti nel blog, solo perchè rileggendoli mi hanno colpito più di altri e fatto capire quanto sono dentro a determinate situazioni anche passate.
Quando il post sarà ripetuto avviserò puntualmente.
Grazie, lettori invisibili.
Francesca.
lunedì 24 novembre 2008
ti verrò a trovare
sorvolano questi cieli sereni
ma in corsa e stanchi viaggiano su
isole sparse e nei cuori
allietati da giovani emozioni.
venerdì 21 novembre 2008
mercoledì 15 ottobre 2008
sabato 11 ottobre 2008
giovedì 9 ottobre 2008
giovedì 25 settembre 2008
domenica 14 settembre 2008
piovendo
sabato 6 settembre 2008
se stasera sono qui...
Questa sera sono qui per me, per quel briciolo di integrità che credo ancora di avere. Sono qui perché voglio iniziare a ricercarmi. Capita di perdermi, non è un fatto nuovo, nulla di mai provato, è solo che ogni volta sembra diverso, e questa volta, più del solito, ho sentito una grossa differenza. Qualcosa che proviene dal fondo e che non molla. Voglio continuare questa saga, oggi è un altro giorno e voglio vedere che accade… in realtà è un altro giorno in uno nuovo e vorrei stare qui a vedere. I tasti vanno da soli, le lettere compongonoparolestatiche questa volta… questa volta vagheggiano sulle solite ali dorate per non lasciare la strada originaria. Per non abbandonarla, per continuare a sentire loro autentiche.
Finalmente sono riuscita a scrivere al mio amico...
Grazie Notte!
sabato 30 agosto 2008
domenica 24 agosto 2008
where is my mind?
Scusate.
giovedì 7 agosto 2008
mercoledì 6 agosto 2008
la scoperta dell'america
E ora non so cosa fare... non mi sento di far leggere a tutti quello che ho scritto prima di riempire questo spazio di oggi ma ho un'irrefrenata esigenza di far sapere a qulcuno queste cose e di parlarne...
Il cane che si morde la coda...
Scusate.
martedì 5 agosto 2008
venerdì 1 agosto 2008
andando...
f.pQuando tutto sembra così fermo, così autentico... e resti lì a guardare qualunque piccolo particolare, ad anallizzarlo a gustarlo sotto la punta della lingua. E' pura emotività mi dico... è il passaggio di un immagine, mi dico.
venerdì 25 luglio 2008
sabato 19 luglio 2008
venerdì 18 luglio 2008
lunedì 14 luglio 2008
note sole
Note sole, albergano questa stanza e sentono gli albori di una estate lunga a venire.
La città è allagata da questa pioggia continua e sola; cade e bagna i vetri freddi di un inverno passato. Dimenticando canto lodi e danzando su quelle ali dorate resto a guardare ciò per cui ho lottato, tutto quello che ho tenuto stretto a me fino a rompere il silenzio. Fino alla fine. Strazianti giri di chitarra mi ricordano. Il ricordo. Fermo e leggero. E gli amori, passati e non curanti ti seguono su onde arancioni, colorate da un tramonto protagonista… viaggio e continuo la mia ricerca in altri luoghi, in altre terre, in altri cieli…
Lampi illuminano questo cielo viola e aprono scorci intensi.
giovedì 10 luglio 2008
congetture
f.p.Mi dico che i cambiamenti spaventano, chi ha mai detto il contrario? Di certo non io.
Vorrei per un momento uscire da questo corpo e cercare di vedere le cose da un’altra dimensione. Solo per qualche ora. Quella persona che vedo potrei non essere io in realtà, mi capita a volte di pensare di vivere qualcosa che non è mio e mi arrovello cercando di capirne il motivo. Siamo sempre così impegnati a capirci, o meglio, sono sempre così impegnata a capirmi, sempre plasmata da questa strana luce plumbea. Sarò una donna ormai? Non so, ma sarà il tempo a decidere e io voglio stare qui a guardare l’oblio della mia anima ancora per un po’. Oggi è così, ma anche ieri a dire il vero e due, tre….cinque giorni fa. Vorrei guardarmi in faccia e non riesco…
Sento distrattamente dei rumori provenienti dalla finestra a pochi metri da me e resto così a guardarli, ad ascoltarli e a farli più o meno miei.
L’osservazione spinge a diverse supposizioni, sembra impossibile accostare l’osservazione al supporre, sembra impossibile accostare un dato certo come l’osservazione ad una cosa che è incerta… ma come ho sempre pensato, in fin dei conti dipende sempre dai punti di vista, da quale lente stiamo usando, dai colori che sono percepiti sempre in maniera differente… congetture… le famose congetture e il famoso flusso dal quale non riesco più a riemergere. Voglio restare in questi abissi ancora, cosciente del fatto che potrei abituarmi. Sento gli occhi pulsare contro questo schermo, sono viva.
martedì 8 luglio 2008
una cucina
Mi sono mangiata una vagonata di gelato e se voglio spostarmi dal divano al tavolo anche facendo lo slalom, immancabilmente pesto qualcosa. Adoro il contatto dei piedi sul pavimento e barcollo. Ho una pila di piatti che sono lì ad aspettare qualcuno che li lavi, non ho più spazio sul tavolo perché proprio il tavolo è stracolmo di tutto… libri per lo più ma non solo, solvente per unghie, barattolino del sale, cavi usb di ogni genere, la tazzina del caffè che è sempre la stessa, un’agenda, fogli… tanti fogli, occhiali da vista, due paia per l’esattezza… e poi finalmente una lampada che illumina queste sere, non amo molta luce in casa la sera, quella necessaria, mi basta una piccola lampadina. Quindi, mi basta tutto questo e un sensuale e intenso Jeff Buckley che accompagna queste sere in solitudine e che riempie queste pareti addobbate di ogni cosa, a partire da post-it in ogni dove, poster caratterizzati da rifacimenti di vecchi film, mappe, orari… e annunci apparentemente insignificanti riguardanti vendite di box, uffici… e un orologio da stazione, anche questo rifacimento di tempi andati… e qui, e devo dirlo per rispetto, l’attacco di chitarra di “Allelujah “. Una insolita bottiglia di vino della quale ho dimenticato la provenienza, che è lì da mesi forse… in un punto anche scomodo se vogliamo, ed è vuota, è incredibilmente vuota e continua a restare lì. Ho iniziato a dare un senso a qualunque cosa e nel frattempo mi sono accorta di scrivere senza guardare la tastiera ed è buffo perché quando voglio farlo apposta non mi viene mai. La musica proviene da sinistra e forse non è un caso, quando mi accorgo della provenienza di un suono, o di qualcos’altro di percepibile, avviene da sinistra… probabilmente è solo un puro caso anche se come ho detto prima ho iniziato a dare un senso a qualunque cosa. Lo scaffale lo salterei, ma non perché ho smesso di punto in bianco di dare un senso alle cose ma solo perché contiene cibo e io adoro il cibo e potrei rischiare seriamente di passare tutta la notte a scrivere sul mio rapporto con il cibo. E’ buffo, quante volte ho scritto cibo in queste ultime righe? Mi sono appena accorta che proprio dove è riposta la bottiglia vuota di vino e cioè sulla base di appoggio accanto ai fornelli c’è di tutto… piastrine per le zanzare. Ecco, vorrei spendere due parole sulla mia mania di attivare ogni mezzo per eliminare le zanzare… sono allergica, tutto qui e mi crea disagi esser punta. Tornando “all’isola” ,così l’abbiamo battezzata, è piena di ogni cosa… togliendo piatti sporchi e aggeggi per cucinare, ci sono anche cartoline, medicinali generici, un carica batterie, smalto…porta occhiali e una molletta. Ecco perché in balcone ce ne sono sempre così poche di mollette… sono sparse in cucina. Queste sedie non sono comode, sono quelle tipiche sedie di legno apri e chiudi, quelle che una volta, ma forse anche oggi, ci si portava in campeggio… o al mare per chi ha una casa al mare. Sulla piccola colonna di muro che c’è sopra “l’isola” c’è un mazzo di chiavi che non appartiene a nessuno. Mi hanno sempre incuriosita, ma non sono di questa casa però sono qui da sempre. Dimenticavo la pompa per gonfiare le ruote della mia bicicletta, in questa cucina c’è anche una pompa. Non è la classica pompa che di solito ti davano in dotazione con le mountain- bike, è quella da terra, quella che la tieni ferma con i piedi. E’ simile all’affare che si usa nei cartoni animati, Willy e il Coyote, per far esplodere la dinamite. L’adoro, come adoro quella povera bicicletta che è rimasta sotto le intemperie per un anno. Non ho una cantina qui. Un pomeriggio mi ero finalmente decisa di andare a “rifocillare” la mia povera bici e armata di pompa, recuperata in balcone, mentre ero quasi vicino alla porta Giovanni, non curante come sempre quando deve dirmi qualcosa che sa mi sconvolgerà, mi ha detto che dove c’è la mia bici ci sono i topi. Bene, quel pomeriggio mi è passata la voglia di “rifocillare” ogni cosa. La cosa interessante e utile per il mio equilibrio psicofisico, è che in questo posto non importa se non metti al suo posto gli oggetti, nessuno si lamenta, e io che generalmente vivo nel mio disordine organizzato, trovo questa cosa davvero fantastica. La pompa quindi ora è in cucina.
fino alle 22 di oggi...passo parola.
domenica 6 luglio 2008
sognando...
pazzi d'amore gridano
nelle grondaie
e sono io a essere
pronto, pronto ad ascoltare.
Mai stanco, mai triste,
mai colpevole..."
sotto le note di I want you, Bob Dylan
[i'm not there]
sabato 5 luglio 2008
flussointeriore
Mi trovo qui in compagnia di una tisana che dicono rilassi, che dicono distenda.
Mi distendo e scrivo su questo spazio così... Guardo questo biancore, questo vuoto… lo osservo come le mie mani, come quando resto a guardarle per qualche minuto senza distogliere lo sguardo, senza…l’assenza, sottile e vaga, ma presente…riesco a sentirmi, e tocco questi tasti come fosse un pianoforte, cerco di avere la visione completa di tutto quello che mi tiene ferma. Ma non so se sono ferma...
oramiverrebbediscriverecosìcomesemitrovassiinquelfamosoFlussoInteriore
chepoitantofamosoforsenonè...
ecco, devo smetterla di pensare che certe cose posso sentirle solo io. Non è vero.
Intanto una piacevole musica riempie queste pareti solitarie e osservo anche loro. Sembrano così diverse.
Sono solo percezioni mi dico.
Tutto cambia a secondo del punto in cui ci mettiamo a osservare il quadro; io mi trovo lateralmente a sinistra, nell'angolo.
Mi piacciono gli angoli enelfrattempomisièaddormentataunagamba, segno del fatto chesonofermadamoltoeilflussointeriorecontinuamavogliosaperesearrivatefinquia
leggereosevifermateprimaevigiustificosesuccede. Ora dovrei trovare la parolad'ordinechemifacciacapirechesietegiuntifinoaqui.
sonounapazzaegocentricalaparolaèsilenzio.comunicatemelaselavedete.
Qualcuno potrebbe pensare che forse mi fa male tutto questo, in relatà anticipo dicendo che invece è molto più utile di una miriade di zavorre apparentemente più interessanti.
Bisogna sempre guardare dentro.
E' stato un piacere perverso comunicarvi oggi.
domenica 29 giugno 2008
a ruota libera
Pensano un milione di cose al secondo senza arrivare ad una reale resa dei conti,
ma continuano. E' una dinamicità che parte da dentro, un muovere solo il piede mantendo il resto del corpo fermo.
Non so a cosa porterà tutto questo, non so fino a quando potrò continuare a procedere così ma il sentimento è talmente intenso che non riesco più a smettere nonostante porti via la maggior parte delle forze.
E' un privare da una parte ma un crescere dall'altra.
Un vagare senza limiti da una parte ma un vivere dall'altra.
Vivere... (anche se respirando a fatica).
http://it.youtube.com/watch?v=0bizhFKZD1s&feature=related
venerdì 27 giugno 2008
lunedì 23 giugno 2008
A une passante
La rue assourdissante autour de moi hurlait
Longue, mince, en grand deuil, douleur majestueuse,
Une femme passa, d'une main fastueuse
Soulevant, balançant le feston et l'ourlet;
Agile et noble, avec sa jambe de statue.
Moi, je buvais, crispè comme un extravagant,
Dans son oeil, ciel livide où germe l'ouragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.
Baudelaire.
venerdì 13 giugno 2008
giovedì 12 giugno 2008
domenica 8 giugno 2008
sabato 7 giugno 2008
saltando a piè pari e cadere.
c'è qualcuno qui disposto a dire che nulla sarà più come prima,
c'è qualcuno qui stanco che dice che tutto questo è pura follia, ma ci crede,
c'è qualcuno qui che crede che tutte queste siano parole inutili, svolazzanti in questo incerto cielo milanese,
c'è qualcuno qui che si sveglia la mattina e crede di essere rimasto solo sulla terra.
Dicevano che qualcuno si sarebbe salvato, dicevano che io mi sarei salvata da tutto questo... non è vero.
Dicevano che le parole (in) utili come queste non portano a niente.
Dicevano che non si capivano i miei pensieri, è vero, ma dicevano che il motivo principale fosse la mia incapacità ad esprimerli.
Voglio capitare nella pozzanghera di pioggia e bagnarmi le scarpe e calzini, sentirmi dire che è colpa delle scarpe bucate... ed essere soddisfatta.
mercoledì 4 giugno 2008
lunedì 2 giugno 2008
venerdì 23 maggio 2008
domenica 18 maggio 2008
citando...
Manhattan 1979
Woody Allen.
venerdì 16 maggio 2008
perchè oggi andrei avanti così...
La musica è adorabile. Questa.
Adieu.
mercoledì 7 maggio 2008
domenica 4 maggio 2008
mercoledì 30 aprile 2008
residui frammentati?
E alzando gli occhi, improvvisamente mi rendo conto di essere viva e che il mondo fuori da qui sta continuando a girare. E un treno scivola lungo rotaie calde e illuminato scorre veloce attraverso questi vetri. E poi sento, di nuovo quella scia sottile che mi tiene come in attesa e penso se è tutto vero… se non sto sognando. Un brivido percorre il mio corpo e lo sento. Mi sento. Ho la percezione finalmente che il mio corpo c’è. E voglio continuare a sentirmi.
sabato 26 aprile 2008
lunedì 14 aprile 2008
domenica 13 aprile 2008
mercoledì 9 aprile 2008
martedì 1 aprile 2008
giovedì 27 marzo 2008
danzando dolce(mente)
Il vuoto, poco altro.
Il silenzio, poco altro.
Languidi respiri,
e dolci pensieri;
vuoti.
lunedì 10 marzo 2008
io e annie
Woody Allen, 1977
…piove e lo sento…percepisco lo scroscio dell’acqua che si infrange sull’asfalto duro e superbo di questa giornata grigia e spoglia. Spoglia di certezze, di rumori abbastanza forti da sentire e sulla soglia di quelle speranze continuo questo mio cammino infinto e lungo nel tempo, nuovo e ricercato. Questo tempo rinnovato continuamente da me e dalla costante voglia di stare. E l’attesa…perché c’è e non possiamo ignorarla, l’attendere quel determinato momento non definito e infinito nelle notti lunghe e solitarie. La solitudine. Amara ma voluta e pensata e unica perché di unicità si parla quando ti accorgi che è tua e del tuo spirito immenso. E il pensiero, quello leggero e innocente che ti spinge oltre, quello che fa sognare e ti eleva. È un ode, l’immensa gratitudine a me stessa e al mio non essere “sana”… finirò, non ora ma ci sarà il momento per farlo… e a quel punto si abbasserà il sipario e la platea applaudirà.
Francesca.
Febbraio 2007, Milano.
sabato 8 marzo 2008
november 07
Ci sono cose alle quali non possiamo dare una spiegazione utile.
Non abbiamo il tempo di fermarci a pensare, semplicemente perché quello che stiamo vivendo accade troppo in fretta e il suono del tempo che si protrae a lungo dentro i nostri corpi accorcia la fine dei nostri giorni.
E’ una linea sottile ma continua che ruba al tempo per dare una forma alle nostre vite.
giovedì 28 febbraio 2008
...pensandomici
12-02-08
Il cerchio si è spezzato? Cosa accade se continui a sentirti in colpa e allo stesso tempo non fai nulla per rimediare ai tuoi errori?
“Vuoto assoluto qui attorno a me”. E’ vero? O è solo un espediente questo sentirsi in colpa.
Questo non andare, questo restare fermi a guardare, perché guardare? Voglio muovermi, voglio potermi sentire leggera, voglio poter fare le cose e non sentirmi in colpa di niente e per nessuno. Essere libera di manifestare quello che sono senza pudore, senza false maschere. Vorrei poter urlare con la certezza che qualcuno mi stia sentendo, con la certezza che qualcuno mi accolga a braccia aperte e mi stringa come non mai. Non voglio continuare a punirmi per quello che non sono riuscita a fare e per quello che non sarò. E invece resterò qui, su questo libro a logorarmi tutta sera solo perché ritengo sia la punizione più giusta e pertinente per me. Voglio poterti dire ti amo e guardarti negli occhi con l’innocenza di una bambina che non desidera altro che il suo gioco. Vorrei poter essere migliore per me stessa, vorrei potermi sentire bella e utile, vorrei poter andare a letto la sera alleggerita di ogni peso e con il sorriso. Vorrei non smettere mai di scrivere e colpire chi mi legge. Vorrei essere speciale per qualcuno ma soprattutto per me stessa. Vorrei poter continuare all’infinito e vorrei saper ringraziare nel modo giusto, vorrei potermi emozionare come quel famoso giorno, vorrei poter raggiungere quegli obbiettivi, vorrei poter avere le palle di mandare a fare in culo la gente e vorrei poter continuamente avere da fare. Vorrei potermi sentire piena di vita come mi sento da sempre ma facendo qualcosa. Vorrei poter utilizzare a pieno il mio tempo, vorrei poter saper perdere tempo nel modo giusto, vorrei continuare all’infinito a sentirmi diversa come mi sento ora. Vorrei poter urlare alla gente che io sono diversa e sentirmi apprezzata per quello che sono. Vorrei poter riuscire ad apparire esattamente come mi sento dentro. Vorrei poter fare del mio passato uno scrigno prezioso e conservarlo nel mio cuore sempre. Vorrei poterti urlare addosso e farti piangere, vorrei poter far crollare la corazza che ti copre e spogliarti delle certezze che ti sei costruito. Vorrei denudare il tuo corpo da ogni cosa.
Vorrei poter tracciare continuamente linee imperfette e dire un giorno col sorriso: avevo ragione. Vorrei poter essere io, così sempre. Vorrei continuare a gioire delle piccole cose e sentirmi felice per questo. Vorrei poter dire di no quando necessario a costo di restare ferma e sola fuori ma in movimento dentro. Vorrei poter abbracciare di più chi mi sta intorno e vorrei essere in grado di resistere al freddo di fuori per poter sentirmi calda dentro. Vorrei poter amare sempre come amo ora. Vorrei poter essere sempre così intensa e anche di più. Vorrei non smettere di arrossire e vorrei quindi poter non vergognarmi come invece faccio ora. Vorrei non sentirmi in colpa per come allaccio le stringhe a ventidue anni. Vorrei poter dare loro quello che veramente di buono si meritano. Vorrei non aver paura di conoscere, mai e vorrei potermi emozionare a guardare un tram che passa all’imbrunire anche quando sarò più grande. Vorrei poter amare i miei figli come sono stata amata io nel caso in cui dovessi e volessi averne. Vorrei poter continuare a ridere anche sola e vorrei continuare a sorridere per tutto quello che la vita di buono mi offre. Vorrei non ammalarmi mai ma nel caso in cui dovesse accadere vorrei poter avere la forza di combattere e guarire. Vorrei non avere paura di quello che non conosco, dell’ignoto, delle oscurità che la vita prevede. Vorrei continuare ad emozionarmi per quello che scrivo come sta accadendo ora e vorrei sentire i brividi sotto la pelle. Vorrei poter assecondare chi non potrà capirmi e vorrei poter evitare di condannarlo per questo. Vorrei poter dire e riuscire a dire sempre quello che penso e vorrei poter fare un giorno quello che mi piace fare. Vorrei poter viaggiare e conoscere le differenze. Vorrei riuscire a innamorarmi sempre delle cose, delle persone, degli attimi. Vorrei potermi accontentare e riconoscere i miei limiti e farli miei. Vorrei poter comunicarli i miei limiti. Vorrei poter danzare sempre sul mondo e sentirmi libera di usare il mio corpo. Vorrei non vergognarmi mai di quello che sono nonostante tutto. Vorrei continuare a credere in Babbo Natale e poterlo incontrare un giorno, chissà. Vorrei per una volta non rincorrere nessuno, vorrei che qualcuno mi cercasse. Vorrei poter sempre avere il coraggio delle mie azioni e non vergognarmi di me stessa, mai. Vorrei poter sempre avere lo spazio e il tempo da dedicare a me stessa. Vorrei poter sempre avere dei luoghi protetti e una penna in tasca. Vorrei poter sempre riuscire a guardare oltre le cose, vorrei poter masticare ogni singolo attimo di questa vita. Vorrei potermi sentire sempre intuitiva e brillante, vorrei poter riuscire a isolarmi dal mondo quando ne ho voglia, quando c’è troppo rumore fuori. Vorrei incontrare persone che possano condividere almeno una volta nella maniera più giusta i miei silenzi. Vorrei potermi sentire indipendente dagli altri, vorrei poter riuscire a fare strada da sola con il solo aiuto delle mie forze, vorrei poter riuscire a scrivere il mio libro. Vorrei poter avere la costanza di volermi bene. Vorrei poter essere libera di muovermi. Vorrei continuare a imparare a non sentire le cose superflue e farmi scivolare addosso quello che non mi serve. Vorrei continuare a “non curarmi di loro ma a guardare e passare”. Vorrei non pentirmi mai, vorrei poter sempre trarre giovamento dalle esperienze anche da quelle negative. Vorrei non dispiacermi per tutti quelli che non meritano la mia fiducia, il mio tempo. Vorrei non stancarmi mai di guardare fuori. Vorrei un giorno poter essere fiera di me. Vorrei un giorno potermi ringraziare. Vorrei poter non ostentare mai nulla, vorrei mantenere sempre quel pizzico giusto di umiltà. Vorrei poter sempre avere la voglia di capovolgere le carte in gioco. Vorrei poter sempre stravolgermi e stupirmi. Vorrei che gli altri capissero il mio essere malinconica e vorrei che questo non venisse confuso con l’essere noiosi. Vorrei che mi si dicesse sempre quello che realmente si pensi di me. Vorrei (utopia) che gli altri si comportassero come io mi comporto con essi. Vorrei essere forte e preparata ai cambiamenti. Vorrei che qualcuno non si stancasse di me. Vorrei ricevere la stessa fedeltà che cerco di infondere a chi mi sta intorno, per una volta. Vorrei che il tempo passasse sì così veloce ma con la consapevolezza di averlo vissuto fino in fondo. Vorrei che mi si rispettasse per quello che sono. Vorrei non perdere mai le parole, vorrei poter sempre avere la forza di scrivere. Vorrei continuare all’infinito con questo monologo ma con la punteggiatura e non stancarmi di accettarmi realmente. Vorrei riuscire a diventare quello che non sarò mai e ad avere una vita piena di momenti costruttivi.
Vorrei potere tutto questo e farlo diventare vita reale.
La porta si apre, il sogno finisce.
lunedì 25 febbraio 2008
luce
Luce velata,
luce, che mi permetti di vedere
il necessario,
luce che copri,
luce che resti…
nebbia che copri, che sei e
lasciami guardare.
E non capisco ancora cosa manca.
L’odore,
lo sento.
Ti sento.
venerdì 22 febbraio 2008
ballad of a thin man
You walk into the room
With your pencil in your hand
You see somebody naked
And you say, "Who is that man?"
You try so hard
But you don't understand
Just what you'll say
When you get home
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
You raise up your head
And you ask, "Is this where it is?"
And somebody points to you and says
"It's his"
And you say, "What's mine?"
And somebody else says, "Where what is?"
And you say, "Oh my God
Am I here all alone?"
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
You hand in your ticket
And you go watch the geek
Who immediately walks up to you
When he hears you speak
And says, "How does it feel
To be such a freak?"
And you say, "Impossible"
As he hands you a bone
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
You have many contacts
Among the lumberjacks
To get you facts
When someone attacks your imagination
But nobody has any respect
Anyway they already expect you
To just give a check
To tax-deductible charity organizations
You've been with the professors
And they've all liked your looks
With great lawyers you have
Discussed lepers and crooks
You've been through all of
F. Scott Fitzgerald's books
You're very well read
It's well known
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
Well, the sword swallower, he comes up to you
And then he kneels
He crosses himself
And then he clicks his high heels
And without further notice
He asks you how it feels
And he says, "Here is your throat back
Thanks for the loan"
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
Now you see this one-eyed midget
Shouting the word "NOW"
And you say, "For what reason?"
And he says, "How?"
And you say, "What does this mean?"
And he screams back, "You're a cow
Give me some milk
Or else go home"
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?
Well, you walk into the room
Like a camel and then you frown
You put your eyes in your pocket
And your nose on the ground
There ought to be a law
Against you comin' around
You should be made
To wear earphones
Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones
bob dylan
frammentandomi
18-02-07
Le azioni sono create semplicemente dalla mente umana e per questa ragione sono incomprensibili agli occhi di chi guarda il mondo con il cuore e lo trasforma continuamente in “attimi attesi”. Cammino su ali dorate e su queste disegno dolci motivi di ricordo e resto a guardare il passare delle stagioni dando loro la forma che desidero.
Questo vuol dire uscire dalla prospettiva individuale, avere la possibilità di poter vedere fuori. Oggi vorrei potermi isolare dal mondo che mi conosce e stare qui, su questo libro e di tanto in tanto alzare lo sguardo per vedere la gente passare e tutto questo via vai sconosciuto.
19-02-07
Le incomprensioni fluttuano non curanti sempre;
e alienate vagano in sfere infinite continuamente.
Il silenzio parte da dentro.
mercoledì 20 febbraio 2008
domenica 17 febbraio 2008
è freddo qui
Ciao gente, io vado... salgo su questo tram caldo e resto a guardare ancora un po', voi magari.
Voglio vedere dove mi porta questo tram. Voglio sentire il calore.
Qualcuno mi vuole spiegare, mi vuole aprire le porte della famosa "percezione"?
Le note scoppiano in un tumulto di suoni e riempiono il mio udito, il mio vuoto, tutti i sensi.
Mi aprite per favore?
Voglio entrare.
Ho freddo.
giovedì 14 febbraio 2008
itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.
Kavafis
mercoledì 13 febbraio 2008
vagando
E la visione che ti portano a vedere è decisamente sempre molto diversa da quello che ti aspettavi all'inizio.
Proprio perchè queste cose, prese nella loro singolarità hanno una importanza suprema e ti formano, ti fanno avere una visione della realtà che va oltre quello che apparentemente la gente vuole vedere e non ti lascia accontentare. Come se viaggiassi su aree parallele. E queste cose di cui parlo sono talmente preziose che non si lasciano spiegare a pieno, non ti danno la possibilità di trasportarle su carta, su dei tasti e a parole. E' per questo che le chiamo "cose".
Si tratta di linee invisibili ma che esistono.
La sensibilità sta nel capire e non domandare.
Non domando mai, non voglio sapere.
La gente molte volte è più impegnata a vedere quello che vuole che a capire cosa c'è dietro ad un gesto, una parola, un abito. Importa poco spiegare proprio perchè le risposte non possono avere luogo in un contesto come questo.
Non ho intenzione di spiegarmi alle persone e non sono qui per profetizzare dei concetti, voglio solo chiarificarli a me stessa e continuare ad esserne sempre più convinta.
Ci credo.
lunedì 11 febbraio 2008
Fai scivolare per un secondo lo sguardo fuori dalla finestra e una luce rosata ricopre palazzi e cielo allo steso modo, ti volti poco dopo e l’oscurità ha preso il sopravvento.
Solo qualche luce sparsa ad indicare la presenza dell’uomo. Solo qualche lampione ad indicare la strada del ritorno, di un ritorno.
the times they are a changin'
Come gather round people wherever you roam
And admit that the waters around you have grown
And accept it that soon you'll be drenched to the bone
If your time to you is worth saving
Then you'd better start swimming or you'll sink like a stone
For the times, they are a changing
Come writers and critics who prophesize with your pens
And keep your eyes open, the chance won't come again
And don't speak too soon, the wheel's still in spin
And there's no telling who that it's naming
Oh the loser will be later to win
For the times, they are a changing
Come senators, congressmen, please head the call
Don't stand in the doorway, don't block up the hall
For he that gets hurt will be her that has stalled
The battle outside ragging will soon shake your windows
And rattle your hall
For the times, they are a changing
Come mothers and fathers all over this land
And don't criticize what you can't understand
Your sons and your daughter are beyond your command
Your old role is rapidly aging
Please get out of the new one if you can't lend a hand
For the times they are a changing
The line, it is drawn, the curse, it is cast
The slow one will later be fast
And the present now will soon be the past
The order is rapidly fading
The first one now will later be last
For the times, they are a changing
Già, i tempi stanno cambiando e voglio anche io arrivare al cambiamento..sono in cantiere..succederà.
E non importa un taglio nuovo di capelli, un abito nuovo, un bicchiere di vino con le amiche, continui a chiederti dove hai sbagliato...e dopo tutto questo vai in un posto lontano e conosci persone che iniziano a farti sentire viva e tutti i pezzetti della tua anima si rimettono insieme e tutta quella confusione, per incanto svanisce.
Frammenti di un film.
dolci frammenti
14 novembre
la storia della mia vita, i viaggi, le notti, il te caldo, via pallanza, il pirellone, il divano, le foto, le cartoline, le sedie da campeggio, lo scaffale, le casse, Itaca, la vasca, il tavolo mobile, pulp fiction, igor, il caffè, la moka, la piastra, la pasta, la tazza, ernesto, il calendario, la chitarra, il teddy, le parole crociate, rolling stone magazine, le chiavi, l'orologio, le candele, la birra, il citofono, la carta igienica, il baracchino, la finestra, il tram, il treno, il casino, il novotel, la caldaia, l'odore, i post-it, l'antenna, il buco, il veneto, la puglia, la lombardia, l'11, il 7, i treni, i voli...Noi.
I want you
The guilty undertaker sighs,
The lonesome organ grinder cries,
The silver saxophones say I should refuse you.
The cracked bells and washed-out horns
Blow into my face with scorn,
But it's not that way,
I wasn't born to lose you.
I want you, I want you
I want you so bad,
Honey, I want you.
The drunken politician leaps
Upon the street where mothers weep
And the saviors who are fast asleep,
They wait for you.
And I wait for them to interrupt
Me drinkin' from my broken cup
And ask me to
Open up the gate for you.
I want you, I want you,
I want you so bad,
Honey, I want you.
Now all my fathers, they've gone down
True love they've been without it.
But all their daughters put me down
'Cause I don't think about it.
Well, I return to the Queen of Spades
And talk with my chambermaid.
She knows that I'm not afraid
To look at her.
She is good to me
And there's nothing she doesn't see.
She knows where I'd like to be
But it doesn't matter.
I want you, I want you,
I want you so bad,
Honey, I want you.
Now your dancing child with his Chinese suit,
He spoke to me, I took his flute.
No, I wasn't very cute to him,
Was I?
But I did it, though, because he lied
Because he took you for a ride
And because time was on his side
And because I . . .
I want you, I want you,
I want you so bad,
Honey, I want you.
Bob Dylan
domenica 10 febbraio 2008
attimi
E’ buio, questa luce dritta sulla mia faccia la riscalda. Mi alzo, verso il contenuto bollente nella tazza, spalanco la finestra e appoggio la tazza fumante sul davanzale.
Osservo, osservo anche quello che ho già visto e sembra tutto così distintamente diverso.
Il fumo crea delle linee irregolari nell’aria ma disegnano…vengono modellate da questa brezza leggera di febbraio e io sto a guardare.
Di nuovo.
Sorseggio, piano…le auto fluttuano continuamente, veloci e io resto.
In piedi davanti a questa finestra e guardo in alto.
E’ ancora possibile vedere il colore di un cielo sereno quasi buio e in fondo il rosa di un tramonto lontano.
Ma dove sono dirette queste auto, e il treno veloce passa non curante, lui và. I finestrini illuminati scivolano sotto i miei occhi lucidi e ancora pieni di vita.
Il fumo della tazza si è abbassato e le note di una Joplin incazzata mi fanno tornare alla realtà e ad un libro di filosofia. Chiudo distrattamente la finestra e chiudo con essa il mondo fuori.
buio
Il passaggio notturno di auto che scorrono veloci
e il treno e questo cielo e noi,
qui, come sempre noi
plasmati da una luce lenta.
Buio.
gennaio..
Fai scivolare per un secondo lo sguardo fuori dalla finestra e una luce rosata ricopre palazzi e il cielo allo stesso modo, ti volti poco dopo e l’oscurità ha preso il sopravvento.
28 gennaio
1-Può capitare a volte di sentirsi come un peso sullo stomaco, o magari sentirsi in colpa per un qualcosa che non si è fatto... diciamo che la sensazione è questa al momento. Ho come l'esigenza di infilarmi in qualche tunnel, solo per nascondermi o sotto un tavolo, o in un angolo. Solo per vedere come ci si sente a non essere considerati, solo per vedere com'è il "mondo" senza la mia presenza..
2- Quel qualcuno che con il suo zainetto è arrivato nella mia vita magari tra un po' potrebbe non esserci più. Perchè quel qualcuno è un bimbo che quando passa ti travolge nel suo mondo, ma appunto perchè "passa" e non si ferma, ti lascia li...senza fiato, da sola in quell'angolo, in quel tunnel o sotto quel tavolo. E resti li dopo che è passato, perchè appunto io resto sempre.
Il movimento è sempre e solo fuori. La tempesta lascia i fiori spezzati a volte, ma qui non si tratta di tempesta...è una cosa meravigliosa e positiva ma che presto andrà via. E tutto quello che farò un giorno sarà alzare gli occhi verso un cielo azzurro e pulito e sorridere.
Grazie.
mercoledì 30 gennaio 2008
just like a woman
Nessuno non ha sofferenze
Stanotte mentre sto sotto la pioggia
tutti sanno
che Baby ha dei nuovi vestiti
ma di recente ho visto che i suoi nastri e i suoi fiocchi
sono caduti dai suoi riccioli
Lei parla proprio come una donna
Lei fa l'amore proprio come una donna, si, è così
e lei fa soffrire proprio come una donna
ma lei va in crisi proprio come una bimba.
La regina Mary é mia amica
Si, credo che andrò ancora a trovarla
Nessuno deve credere
che Baby non può essere benedetta
fintanto che lei non vedrà di essere come tutti gli altri
con la sua nebbia, le sue anfetamine e le sue perle
Lei parla proprio come una donna
Lei fa l'amore proprio come una donna, si, è così,
e lei fa soffrire proprio come una donna
ma lei va in crisi proprio come una bimba.
Stava piovendo dall'inizio
e stavo morendo di sete
cosi sono entrato
e la tua antica maledizione ferisce
ma quello che é peggio
è questa sofferenza
Non posso restare qui
è chiaro
che proprio non ci riesco
sì credo sia l'ora di lasciarci
quando ci incontreremo ancora
presentati come amici
per piacere non far capire che mi conoscevi quando
io ero affamato, ed era (del) tuo mondo
ah tu fingi proprio come una donna, sì
tu fai l'amore proprio come una donna, sì, è così,
poi fai soffrire proprio come una donna
ma vai in crisi come una bimba.
Chiedo scusa al signor Dylan, ma dovevo scriverla in italiano... e mi complimento per come questo signor Dylan si occupi di me.
E poi piove...e questa è la vera motivazione..riempirei questi spazi con il signor Dylan.. ma non posso.
Salve signor Dylan.
sabato 9 febbraio 2008
11 dicembre
Futilità dell’attimo,
malinconia del momento, dell’ora , me qui.
La città, la luce, lo scorrere fluttuante di te.
Chiusa nella gabbia della solitudine
persa e lontana
dagli infiniti laghi.
Mi innamoro di te,
di nuovo.
E nuoto dentro voci tappate e lontane e
mi cullo nella foce di te.
Di nuovo, tu.
Danzo lodi felici e impercettibili e futili.
Utopia, folle utopia, folle amore,
folle vita.
Silenzio.
Lontano.





f.p.
f.p.
f.p.
f.p.
f.p.
f.p.
f.p.
f.p.
f.p.
f.p.
f.p.
f.p.