sabato 9 febbraio 2008

11 dicembre

Futilità dell’attimo,

malinconia del momento, dell’ora , me qui.

La città, la luce, lo scorrere fluttuante di te.

Chiusa nella gabbia della solitudine

persa e lontana

dagli infiniti laghi.

Mi innamoro di te,

di nuovo.

E nuoto dentro voci tappate e lontane e

mi cullo nella foce di te.

Di nuovo, tu.

Danzo lodi felici e impercettibili e futili.

Utopia, folle utopia, folle amore,

folle vita.

Silenzio.

Lontano.

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