…piove e lo sento…percepisco lo scroscio dell’acqua che si infrange sull’asfalto duro e superbo di questa giornata grigia e spoglia. Spoglia di certezze, di rumori abbastanza forti da sentire e sulla soglia di quelle speranze continuo questo mio cammino infinto e lungo nel tempo, nuovo e ricercato. Questo tempo rinnovato continuamente da me e dalla costante voglia di stare. E l’attesa…perché c’è e non possiamo ignorarla, l’attendere quel determinato momento non definito e infinito nelle notti lunghe e solitarie. La solitudine. Amara ma voluta e pensata e unica perché di unicità si parla quando ti accorgi che è tua e del tuo spirito immenso. E il pensiero, quello leggero e innocente che ti spinge oltre, quello che fa sognare e ti eleva. È un ode, l’immensa gratitudine a me stessa e al mio non essere “sana”… finirò, non ora ma ci sarà il momento per farlo… e a quel punto si abbasserà il sipario e la platea applaudirà.
Francesca.
Febbraio 2007, Milano.
1 commento:
la pioggia ....
le tue sensazioni
quello che scrivi vive nelle parole
Pensieri
momenti
nei quali mi perdo
leggendo
di te
G c
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